…e se scoprissi che hai sempre bevuto l’ouzo nel modo sbagliato?

L’ouzo, come la feta, è uno dei prodotti greci più rappresentativi del paese ellenico, sia in Grecia, sia all’estero. Capita spesso di entrare nei bar, anche nei posti più sperduti in giro per il mondo, e mentre l’occhio si sofferma sulle etichette in mostra, ci si accorge subito delle bottiglie d’ouzo più famose al mondo. A volte piene, a volte ormai vuote però rimangono lo stesso in mostra perché sono belle da vedere, seppur a volte incomprensibili per chi il greco non lo legge, hanno un qualcosa di speciale e soprattutto ricordano una cosa fondamentale: un modo di vivere all’aperto, il divertimento in compagnia e il meraviglioso mare greco.

Perché sì, l’ouzo viene prodotto soltanto in Grecia e soprattutto sull’isola di Lesvos, nella zona di Plomari. Ecco perché andare a Lesvos e non andare a visitare il museo e la distilleria di almeno uno dei maggiori produttori di Ouzo della Grecia sarebbe come andare a Parigi e non andare almeno una volta ad ammirare da vicino la Torre Eiffel!

Eccoci quindi a Plomari, alla scoperta di un prodotto della tradizione greca, tanto noto quanto in grado di regalare ancora delle bellissime sorprese. E per capire bene com’è fatto, siamo andati a parlare con chi l’ouzo lo produce da sempre, da una vita, dal lontano 1860.

Arrivando nel parcheggio del Museo e della Distilleria Barbayanni, è impossibile non notare il profumo di anice che invade in un certo senso la strada. Stiamo per scoprire la storia di uno dei più importanti produttori di ouzo riconosciuti a livello mondiale e l’unico, tra essi, ad essere rimasto sempre a gestione famigliare. In effetti, nonostante le tante pressioni e l’interessamento sempre maggiore verso l’acquisizione dei produttori di liquori greci da parte di grosse aziende estere, Ouzo Barbayanni si è sempre rifiutata di diventare un’industria e oggi, alla guida dell’azienda, troviamo la 6° e la 7° generazione della famiglia Barbayanni.

Lo stabilimento si trova lungo la strada principale che collega Mytilene a Plomari ed è aperto al pubblico gratuitamente tutto l’anno, dal lunedì al venerdì. Una volta arrivati qui, sarete accompagnati all’interno del Museo dove una guida preparatissima vi spiegherà brevemente, in inglese, e soprattutto vi mostrerà alcuni pezzi di storia di questa realtà. Sarà sempre lei a prepararvi, con una certa curiosità, alla visita della distilleria, molto istruttiva e dove potrete osservare voi stessi come si svolge il processo di distillazione e vi spiegheranno quali sono oggi i fattori più importanti per ottenere le diverse gradazioni dell’ouzo, mantenendo allo stesso tempo le caratteristiche di un prodotto di eccellenza. Scoprirete qual è il gusto che l’ouzo deve lasciarvi in bocca appena bevuto, per averne la certezza che si tratti di un prodotto di qualità e imparerete come si beve l’ouzo, perché berlo nel modo sbagliato non vi farà sicuramente del male però vi priverà della possibilità di godere di alcune delle sue caratteristiche più pregiate.

Secondo la legge greca e della Comunità Europea, almeno il 20% della percentuale alcolica dell’ouzo deve comprendere alcol ottenuto dalla distillazione. Il restante 80% può essere ottenuto semplicemente con un’infusione di alcol etilico. Il processo tradizionale di produzione dell’ouzo „100% distillato” è un processo lungo nel tempo e con costi più alti, però la famiglia Barbayanni ha scelto di non cambiare il metodo di produzione dell’ouzo seguito da oltre 150 anni. Ecco quindi che le bottiglie possono vantare la leggendaria scritta „distillazione al 100%”.

Le materie prime utilizzate nella produzione dell’ouzo Barbayiannis sono l’alcol etilico con gradazione 96% prodotto in Grecia e sotto la stretta supervisione del General Chemical State Laboratory, l’anice (una pianta aromatica che tocca circa 60 cm di altezza, coltivata in primavera e raccolta a luglio, con dei piccoli fiori bianchi e semi aromatici) e l’acqua. Le piante d’anice vengono lentamente lasciate seccare all’ombra e la separazione dei semi dalla pianta è un processo manuale molto lento. Proprio perché la qualità dell’anice è fondamentale, la famiglia Barbayianni ha scelto di affidarsi soltanto alle proprie coltivazioni (nella zona di Lisvori, a Lesvos) e a quelle di alcuni collaboratori locali di lunga data, evitando così di importarla e sfruttare un eventuale vantaggio economico, che però potrebbero avere una serie di ricadute sulla qualità. L’acqua, invece, provviene dalle fonti naturali della montagna di Plomari, è ricca di minerali ed è filtrata prima dell’utilizzo.

Il processo di produzione dell’ouzo comprende diverse tappe: la distillazione, la conservazione del distillato anidro, l’idratazione del distillato, la filtrazione e l’imbottigliamento del prodotto finale.

Il processo di distillazione (che vi verrà spiegato in dettaglio durante la visita) si svolge con l’utilizzo di alambicchi discontinui, in cui vengono introdotti i semi di anice, l’alcol etilico e l’acqua filtrata. Ogni processo completo di distillazione produce il distillato per un tipo specifico di ouzo, a seconda del tipo e della quantità di piante aromatiche aggiunte all’inizio nell’alambicco. Il distillato anidro viene conservato in cisterne speciali in acciaio inox e deve stare fermo per circa 40 giorni, in modo che diventi omogeneo (altrimenti ha il colore bianco tipico dell’ouzo mescolato con acqua). Successivamente, il distillato viene introdotto in altri contenitori specializzati con l’aggiunta di acqua, per ottenere il prodotto finale pronto per l’imbottigliamento.

Le gradazioni dell’azienda disponibili sul mercato sono l’Ouzo Barbayanni etichetta verde 42%, etichetta blu 46%, Evzon 47% e il più pregiato, Aphrodite 48%.

Come si beve l’ouzo

Il consumo dell’ouzo è largamente diffuso in Grecia, in quanto associato al modo di vivere, alle tradizioni e al clima greco. Tuttavia, è molto più diffuso all’interno di alcune categorie sociali o di età. L’apertura sempre maggiore verso il mondo occidentale ha portato all’aumento del consumo di superalcolici, i quali coincidono però con un modo di vita completamente diverso da quello greco (immaginate un bicchiere di whisky bevuto senza niente o abbinato a delle noccioline, in spazi chiusi o nei locali notturni, in solitudine o in compagnia ma senza la possibilità di parlare a causa della musica ad alto volume). Al contrario, il consumo dell’ouzo è sempre accompagnato da cibo, si consuma in gruppo e la gente ama chiacchierare del più e del meno.

A differenza di quanto accada spesso o si pensi, l’ouzo NON si beve con ghiaccio, ma con acqua fredda. La sua aroma è data dalle particolari proprietà dell’anice e soprattutto dall’olio estratto dalla stessa durante la distillazione. Per come ci è stato spiegato, la presenza del ghiaccio danneggia queste caratteristiche e quindi non ci si gode più il vero aroma. In effetti, sono tanti i greci che ignorano questo aspetto. Capita quindi che in taverna vi portino l’ouzo accompagnato da cubbetti di ghiaccio apparte. Cosa fare in questo caso? Potete sempre chiedere una bottiglietta d’acqua freddissima o utilizzare l’acqua sciolta dal ghiaccio, evitando di far cadere dentro i cubetti. In quanto alle proporzioni, si consiglia sempre di fare metà – metà tra ouzo e acqua fredda. E certo, il miglior modo per berlo è in ouzery, con una bella vista mare, in compagnia e condividendo una bella scelta di meze! Yamas!

OneWayTicketToGreece ha visitato il Museo e la Distilleria Ouzo Barbayanni a ottobre 2018. Si ringrazia la famiglia Barbayianni per la massima disponibilità nella condivisione del metodo di produzione e dei consigli su come godersi al meglio un prodotto greco di eccellenza.

Se vi è piaciuto il post, condividetelo e continuate a seguirmi anche su Facebook o Instagram @onewaytickettogreece!

Ph. credits: OneWayTicketToGreece & Ouzo Barbayanni

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...